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Edifici incompiuti

 


Dio ha tutto il mondo nelle sue mani: ha gli uomini buoni e quelli cattivi, ha i nostri pensieri; ha la luce ed ha le tenebre; ha i venti, le piogge e le tempeste, ha i mari, i monti, le nevi, gli eventi della storia e quelli della cronaca di ogni giorno; Dio ha tutto il mondo nelle sue mani e noi, comunque ed ovunque siamo, siamo sempre davanti a Lui.  Egli è il centro della nostra esistenza, il nostro principio ed il nostro fine, Colui che nessun uomo può ignorare. “Invano - scrive Pascal - gli uomini distolgono il loro pensiero da questa Eternità che li attende, come se essi, evitando di pensarci, la potessero annullare. Essa sussiste nonostante loro. E si avanza».

La Verità è superiore all'uomo e non ha bisogno dell'uomo per esistere; invece è l'uomo che ha bisogno della Verità per esistere e per vivere e per giungere al suo fine. Ogni uomo porta la testimonianza della Verità in se stesso; ogni uomo è testimone di Dio. «Voi stessi dite che io sono». Di qui nascono tutti i suoi doveri e le sue responsabilità. «Non ti prostrerai davanti agli idoli, né renderai ad essi un culto,  perché Io - dice il Signore - sono il tuo Dio».

Quanto gli uomini sono lontani, oggi, da questa giustizia, inginocchiati come sono continuamente davanti agli idoli del mondo, in adorazione continua del denaro, della figura, del conformismo! Bisogna liberare l'uomo, il nostro uomo interiore, da tutti gli idoli a cui rende culto e davanti ai quali è prostrato; bisogna liberarlo dal vuoto di una vita inutile in cose inutili.

Bisogna riportarlo nella capacità di ascoltare, di interrogare, di pensare, di amare, di pregare: capacità di essere persona viva, con un suo pensiero, un suo scopo, un suo amore. Il mondo, la preoccupazione per arricchire o per difendere la ricchezza accumulata, la carriera, l'onore, la tentazione del potere, l'ossessione della figura a tutti i livelli, il piacere di restare in posa sul piedistallo delle proprie opere, divorano l'anima, la svuotano, la falsificano, la distruggono.  E non c'è uomo che non lo constati. Quando il problema principale della vita e della persona è subordinato a queste cose, significa che veramente si è giunti molto in basso, ad una concezione dell'uomo dolorosamente triste.

L'uomo è fatto per lo spirito; è fatto per pensare e vivere nella Verità di Dio.

Non lasciate mancare questo pane alla vostra vita se non volete vederla sfiorire in una routine di cose inutili e sempre più sciocche fino a spegnersi nel vuoto dell'inutilità del tutto. «Non vi sono - troviamo ancora nei Pensieri di Pascal - che due specie di persone che si possono dire ragionevoli: quelli che servono Dio con tutto il loro cuore perché Lo conoscono; quelli che Lo cercano con tutto il loro cuore perché ancora non Lo conoscono».

La conquista del mondo e del benessere materiale non libera l'uomo, anzi lo conduce a vecchiaia senza che se ne accorga: è uno svuotamento dell'edificio dal didentro mantenendo su la facciata con cosmetici e vernici. Meglio la draga su tutto: c'è più autenticità. Ecco perché  qualcuno ha voluto far notare che vi è un solo atteggiamento maledetto dal Cristo: quello dell'uomo soddisfatto dell'apparenza, preoccupato di salvare questa.

La vita non viene dalle cose che si hanno; anzi Cristo dice: «se volete entrare nella vita, date via quello che avete!». Date via!  Sarete allora liberi da tutte le vuote sciocchezze del mondo, dai formalismi della nostra società, con tanta sete delle cose essenziali ed eterne. Se non avete sete di Dio è perché siete sovraccarichi di ciò che non è Dio.

«Beati i poveri dello spirito perché di questi è il Regno di Dio». Gli uomini si liberano mettendosi sul cammino della ricerca e della conoscenza di Dio. Dio è un grande amore. Il calcolo, l'interesse, la preoccupazione della figura, del mondo, queste pietre dei nostri edifici, soffocano e distruggono ogni amore, anche l'amore di Dio.

L'amore è effetto di scelta, quindi di distacco da tante cose. Ma la scelta dipende da un nostro atto di volontà: senza di questo restiamo al di qua della scelta, nell'ambiguità e nella molteplicità: attratti da tutto e da tutti, ma incapaci di amare qualcuno. Senza scelta non c'è amore, non c'è vita. Quanto più un amore è grande, tanto più richiede distacco. «Se vuoi giungere al tutto, devi lasciare tutto», insegnavano i Maestri dello spirito, un tempo.


(I - parte)

 

(articolo pubblicato il 01.09.1971 su “La Fedeltà”

scritto da Luigi Bracco )

 

 

 

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