UtUnumSint

 

  XXVI Domenica tra l’anno 27.09.2020: Chiamati a lavorare, non a recitare.

 

.Ave Maria, fratelli, il Regno di Dio è tra voi!

 

Pensiero per oggi: – Colui che ti crea senza di te, non si fa conoscere senza di te –

 

Il tempo della vita nel mondo è un tempo per migrare dalle cose visibili ed esperimentabili alle cose invisibili e non esperimentabili, perché la nostra vita vera, e quindi eterna, sta in queste, mentre nel vivere per le cose visibili sta la nostra morte. Dio ci ha creati per la vita e la vita eterna, e non per la morte. Per questo Dio tutti i giorni e ogni giorno in tutte le ore fa giungere a noi i suoi richiami, le sue proposte ad andare a lavorare nella sua vigna. Dio non ci ha creati disoccupati e non vuole che viviamo da disoccupati, ma ci ha impegnati in un lavoro ben preciso: “Va’ a lavorare nella mia vigna”, Egli ci ha detto dandoci l’esistenza e ci ripete ogni giorno fino alla fine. Sua vigna non è un luogo o una istituzione, non è una regola da seguire, non è il mondo e non sono gli altri; sua vigna è Lui stesso, Dio, che si offre come impegno ad ogni uomo per essere conosciuto. Questa è l’intenzione e questa è la volontà di Dio per ogni uomo e qui si verifica chi fa e chi non fa la volontà di Dio.

 

Brano del Vangelo di oggi: s. Matteo cap. XXI  n. 28/32

Chi fa la volontà di Dio? Gesù per far capire la differenza che esiste tra il recitare ubbidienza e il vivere, dichiarava che ladri e prostitute avrebbero preceduto nel Regno di Dio i capi dei sacerdoti e gli scribi. Nel campo della conoscenza di Dio non contano le parole che si dicono, né il tanto correre ed agitarsi, ma conta quanto personalmente ci si impegna per conoscere Dio.

 

LA MESSA

 

INTROITO – Va’ a lavorare nella mia vigna!

(È necessario capire che siamo tutti chiamati da Dio a cercarLo ed a conoscerLo se vogliamo iniziare la vera vita, la nostra Messa).

.Sforzati di entrare nella vita eterna alla quale Dio ti ha chiamato!

 

LETTURE – Non ne ho voglia, rispose quel figlio; ma poi pentitosi vi andò.

.Se ci si dimentica di sé e se ci si svuota di sé, non è per fare del vuoto ascetismo o per mettere in pratica qualche regola, ma è per essere riempiti di Dio e per non pensare altro che a Dio onde conoscerLo per quello che Egli vuole essere conosciuto.

 

VANGELO – Disse lo stesso all’altro figlio; il quale rispose: vado! E poi non andò.

.Ubbidisce a Dio chi si ribella alla recitazione conformistica della sottomissione e della ubbidienza. Gesù volle far capire quanto ciò che si recita sia lontano dalla vita e dal conoscere Dio e il suo Regno.

 

OFFERTORIO – Quale dei due fece la volontà del padre?

.Non chi dice: Signore, Signore! anche dal mattino alla sera entra nel Regno di Dio ma chi fa la volontà di Dio.

 

CONSACRAZIONE – I pubblicani e le prostitute vi precederanno nel Regno di Dio!

.Questo è il mio corpo, questo il mio sangue sparso

 

COMUNIONE – Voi, neanche vedendo queste cose, vi siete pentiti e avete creduto!

.Credere è impegnarsi personalmente in ciò che Dio propone.

 

Conclusione: Dio creandoci ci ha impegnati a passare dalla vita per le cose visibili alla vita per le cose invisibili: le prime sono temporanee e pertanto sono soggette alla morte; le seconde sono eterne e sono motivo di vita eterna per quanti si occupano di conoscerle. Non solo di vita eterna, ma anche di risurrezione per quanti sono nella morte se ascoltano le Parole di Dio. Per questo è detto: “Se siete morti e risorti con Cristo, non vivete più per le cose che si vedono, ma cercate le cose invisibili, perché la vostra vita è nascosta in Dio”. Ma come è possibile occuparsi di cose invisibili? Le cose invisibili si trovano solo intendendole e intendendole in Dio e da Dio, perché sono trascendenti le ragioni e gli argomenti del mondo.