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Il Magnificat di Maria sul mondo (XIV parte)
“Ha saziato
di beni gli affamati”. Chi sono questi affamati che Maria nel suo Magnificat canta essere
saziati di beni da Dio? Se lo canta è perché l’ha veduto, contemplato,
constatato. Maria ha visto che Dio sazia di beni gli affamati e che lascia a
mani vuote i ricchi. Per questo ha detto: “Ha saziato di beni gli affamati”.
Quanti morivano di fame allora, come oggi! Eppure anche Gesù dice: “Beati
voi che avete fame perché sarete saziati!”.
Sono parole
che hanno bisogno di uno spirito. Gli abissi terreni invocano gli abissi
celesti. Nel campo delle realtà spirituali, e sono le vere realtà che contano,
i veri poveri sono quelli che hanno bisogno di conoscere Dio, e i veri affamati
sono quelli che si affaticano per trovare quel pane che li nutra per la vita
eterna, e che viene dalla bocca di Dio: la Verità. E poiché la vita eterna sta
nel conoscere Dio, pane che nutre per la vita eterna è quello che fa conoscere
Dio. Ricchi sono tutti coloro che cercano altro; affamati di Dio sono tutti
coloro che cercano Dio e non si danno pace fintanto che non giungono a vedere
il volto di Lui.
Affamati di
Dio sono i bambini attratti dal bisogno di capire il perché delle cose; affamati
di Dio sono quanti non si rassegnano alle cose del mondo, né a ciò che fanno o
che dicono di fare, ma hanno interesse per la Verità; affamati di Dio sono
i pellegrini dell’Assoluto che vogliono essi stessi giungere a capire quello
che si dice di Dio, poiché in tutto si parla di Dio: “I cieli narrano la
gloria di Dio e il firmamento annunzia l’opera delle sue mani…”.
Dio essendo il
Creatore di ogni cosa, si annuncia in tutto a tutti: “Non è linguaggio e non
sono parole di cui non si oda il suono”. Affamati di Dio sono quanti
ascoltano le parole di Dio e vi pongono mente per giungere a capirle.
Questi sono gli affamati che Dio sazia di beni. Sono questi che passano attraverso
l’unico varco che collega il finito con l’infinito, il temporaneo con l’eterno,
il segno con la parola e la parola con il suo significato e il significato con
lo Spirito. È il varco del Pensiero di Dio in noi per la cui presenza tutti gli
uomini sono fatti partecipi, essi che sono creature, della vita del Creatore,
essi che sono finiti, dell’infinito di Dio, essi che sono nel tempo,
dell’eterno di Dio, dell’eterno che è Dio, essi che non sono, di Dio che è.
È Dio che con la sua Presenza fa essere tutto ciò
che esiste:
in ogni parola c’è il suo Pensiero, in ogni volto c’è il suo Volto, in ogni
fatto c’è la sua Parola che continuamente dice a ogni uomo: non temere, sono io.
Dio, Tu sei
nelle nostre paure, Tu sei nei nostri dubbi, Tu sei nei nostri problemi e nelle
nostre questioni, Tu sei nella nostra solitudine, Tu sei con chi vive e Tu sei
con chi muore. Tu, Verità eterna in un mondo che muta e tra cose che passano,
Tu verità unica e immutabile nella molteplicità delle cose che non sono Te, Tu resti
mentre tutti parlano e passano, perché Tu sei e tutti gli altri non sono se non
per quello che pensano e parlano di Te. È la testimonianza dello Spirito sulla
nostra terra.
Tre sono che
rendono testimonianza in terra: l’acqua, il sangue e lo Spirito, e questi tre
sono uno, scrive S. Giovanni nella sua prima lettera. Ogni uomo porta in sé
queste tre testimonianze perché ogni uomo è formato, costituito da esse, che lo
riconducono sempre di fronte al Pensiero di Dio, questa porta che introduce nel
regno della conoscenza della Verità, se mai qualcuno si sforzi di entrare per
essa.
Lunga è la
strada da percorrere per giungere alla conoscenza di Dio, nostra vera vita, e
richiede tutto il nostro impegno, tutto il nostro interesse, tutte le nostre
forze: “Sforzatevi di entrare” dice il Signore.
Il Regno di Dio, questo
regno di luce e di Verità in cui splende in tutto il suo fulgore il sole
divino, apre le sue porte a coloro che lo vogliono. La Verità si svela a coloro
che La cercano. “Beati coloro che hanno fame perché saranno saziati”. È
la fame di conoscere Dio che rende l’uomo beato e lo fa entrare tra gli
affamati di cui parla il Magnificat di Maria. Dio sazia di beni gli
affamati di conoscerlo, perché Egli è molto buono verso coloro che lo cercano.
Per questo Gesù dice a tutti: “Non preoccupatevi del mangiare e del vestire,
non di accumulare tesori in terra, non discutete per i vostri diritti, per ciò
che è vostro, per difendere i vostri posti di potere sempre ossessionati dalla
paura di non contare più a sufficienza, ma sforzatevi di entrare nella luce del
Regno di Dio, perché larga è la porta e facile la strada che conduce alla
perdizione”. Gesù è il Maestro divino che ci dice che la vita ci è stata
data per cercare e conoscere Dio.
(articolo pubblicato il 21.10.1987,
sul settimanale Diocesano “La Fedeltà”,
scritto da Luigi Bracco)