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Un bagno nella Luce

 

Così Dio lava gli uomini: con la luce. E rivela loro il luogo della gioia e della vita. In quel bagno di Luce l'uomo conosce e si conosce, vede e si vede. Prima no. Prima ciò ch'egli chiama giorno è notte, pura notte. Di fronte a questa Luce vera e pura, scopre tutto; prende coscienza della distanza che lo separa, mentre forse egli si credeva vicino e fedele e giusto.

«Ciò che è grande davanti agli occhi degli uomini, è niente davanti a Dio». Si guarda attorno e tutto ora gli manifesta il suo volto: vede l'egoismo, l'inganno, la ricerca di sé imperare nel mondo; scopre l'assurdità del nostro modo di vivere; capisce che la soluzione è una sola e non vuole tornare più nella vita di prima. « E' bene per noi restare qui... ».

L'avevano detto allora quei tre suoi apostoli che Gesù aveva presi con Sé e condotti sopra un alto monte per pregare. «E mentre pregava, l'aspetto del suo volto si trasfigurò: le sue vesti divennero sfolgoranti e candide come la neve, tali che nessuna lavandaio della terra sarebbe capace di rendere».

Non c'è lavandaio della terra che possa, con tutti i suoi argomenti, purificare e liberare l'uomo. Cristo fa vivere, a coloro che lo seguono, la grande avventura della conquista della libertà nella conoscenza di Dio, che è la sola avventura per cui l'uomo è stato creato e per cui la vita vale la pena di essere vissuta.

«E apparvero loro Mosè ed Elia in atti di conversare con Gesù». Erano caduti gli scenari del tempo e dello spazio e davanti a loro stava la realtà. Si rivelava loro che Cristo è il centro, il personaggio cui guardano tutti i tempi, il protagonista della storia. «Scrutate le Scritture, esse parlano di Me». E tra le Scritture da scrutare, vi è tutta la vita: questa prima «Scrittura» che Dio pone davanti ad ogni uomo, perché vi legga e intenda. Allora quei tre apostoli videro la vera bellezza del loro Signore e scoprirono la pace che il mondo non può dare.

Fu   allora    che    Pietro   disse   per   tutti: «Maestro, è bene per noi restare qui: facciamo tre tende: una per te, una per Mosè; una per Elia». Ebbro di Luce non sapeva cosa si dicesse. La sua Luce ci trasfigura. E' qui che Dio conduce coloro che lo cercano. Qui, in questi suoi alti pascoli dove tacciono i rumori del mondo e le strade asfaltate si perdono lontano: fiumi di acqua viva inondano l'anima; un mare di luce assorbe e penetra ogni cosa; anche i corpi mandano luce e la libertà dei figli di Dio canta nel cuore.

Cadono i vecchi scenari del mondo, le convenzioni le retoriche, i luoghi comuni; cadono i muri che dividono, e il volto dì ogni uomo diventa il volto di uno solo: Dio parla tra noi. Gli uomini che girano annoiati tra il mangiare, il vestire, il guadagnare e il divertirsi, non sanno quanta vita sia loro nascosta e quanta bellezza!

«Ed ecco una nube li avvolse e dalla nube una voce: questi è il mio Figlio diletto: ascoltatelo!». Poi «non videro altro che Gesù». Nel mondo abbiamo trovato il modo di vedere tutto fuorché Gesù, di avere mille maestri fuorché lui. Abbiamo spezzato la nostra vita in mille rivoli e ci siamo dispersi dietro ogni passante, dietro tutte le parole, resi attenti dalle nostre ambizioni: «Verrà tempo che non sopporteranno la sana dottrina, ma moltiplicheranno a se stessi i maestri secondo le proprie passioni. per prurito di udire». Quelli invece non videro altro che Gesù, non videro che un solo Maestro.

È la situazione di tutti coloro che scoprono la sua Verità. Da quel giorno non vedo altro che lui, in tutto, e non vogliono intendere altro. Non c'è più nulla al mondo che possa distrarre da quell'incanto, perché l'attrazione della Verità di Dio, quando è vista, è superiore a tutto.

In quei tre apostoli che allora videro, c'era tutta l'umanità che vedeva. Immergendoli nella luce, ci ancorava al Cielo.

 

(articolo pubblicato il 18.02.1970,

sul settimanale Diocesano “La Fedeltà”, scritto da Luigi Bracco)

 

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