UtUnumSint
In alto, nel Regno del silenzio (III parte)
La Verità,
come la luce, come il giorno, è sempre molto semplice, come semplice è il cuore
dell’uomo quando è semplice.
Dove c’è
semplicità c’è trasparenza, per cui ciò che è semplice è fonte di luce. Niente è più illuminante
di un cuore semplice. Per questo l’amore, quando è amore, è illuminante,
trasparente: non lascia ombre, né dubbi. Se non è trasparente, non è amore.
Allora è inutile trattenerlo. Non si può trattenere ciò che non esiste.
Con Gesù,
amore del Padre e quindi luce di Dio tra noi, tutto diventa semplice come fu
semplice la guarigione di quell’uomo, cieco dalla nascita, che Gesù aveva
incontrato sui gradini del tempio di Gerusalemme ad elemosinare: simbolo e
segno di ogni uomo, ché ogni uomo è un mendicante cieco che sta a mendicare sui
gradini del grande tempio di Dio che è la vita; mendicante cieco anche e
soprattutto quando si crede qualcuno e ritiene di essere ricco e di non aver
bisogno di alcuno.
“Va’,
lavati nella piscina di Siloe” Gesù aveva detto allora a quell’uomo dopo avergli
spalmato del fango sugli occhi ciechi. Quegli andò, si lavò e tornò che ci
vedeva: “Sono andato, mi sono lavato e ora vedo” ripeteva a tutti coloro
che gli chiedevano come era successo che gli occhi gli si erano aperti.
Quell’uomo era
stato cieco dalla nascita, ma aveva mantenuto il cuore semplice. Attorno a lui
c’erano invece molti che credevano di vedere dalla nascita ed avevano il cuore
cieco. C’è gente che crede di vedere ed è molto più cieca di coloro che sono
ciechi. Così in quel mattino di sabato la guarigione miracolosa di quel cieco
turbò molti, li agitò, li sconvolse, li scandalizzò, li accecò tanto da
dubitare che quel cieco dalla nascita fosse stato veramente cieco.
Con Gesù
tutto è novità perché tutto è luce, tutto è grazia, anche quella terra stessa
che riempie gli occhi degli uomini e li ubriaca, li esalta e li accieca a tal
punto da non vedere più la presenza di Dio in tutto. Così accade che la luce
risplende, ma gli uomini preferiscono le tenebre, perché pensano a se stessi.
Nel pensiero del loro io non accettano le novità dello Spirito e non le sanno
riconoscere se non giungono sul loro canale. È il conformismo che devasta la
capacità di pensiero e degrada gli uomini a robot. Allora si cerca di
giustificare ogni cosa non più nella luce di Dio, ma analizzando gli uomini,
criticando, giudicando, condannando, imponendo i propri schemi e le proprie
strutture. Il silenzio invece, che è amore alla Verità, non analizza ma
cerca di comprendere ogni cosa nel cielo di Dio, riferisce, raccoglie tutto in
Dio. Il silenzio fa abitare in alto.
Le ragioni di
ogni cosa e di ogni fatto non sono nell’uomo, ma in Dio, Creatore di tutte le
cose. Solo pensando ogni cosa in Dio restiamo nella Verità.
La luce si
coglie solo nel suo Principio; la luce viene dall’alto, da Colui che è Uno.
Solo in Dio ogni cosa si “realizza”. Altrove tutto rimane incompiuto, non
realizzato, anche le stesse promesse di Dio.
Viviamo nella
misura in cui siamo occupati nel conoscere Dio, poiché la vita vera sta nel
conoscere Dio. Dio ha diritto a tutto il nostro pensiero; per questo ci ha
ordinato di amarlo con tutta la nostra mente, con tutto il nostro cuore. Si ama
veramente solo ciò che ci fa pensare. Là dove l’amore non ci fa pensare, cessa
di essere amore. Ciò che si oppone al pensiero si oppone all’amore, si
oppone alla persona. La pienezza della persona sta nel pensiero, che è
capacità di comprendere.
Ciò che si
oppone all’amore è la molteplicità degli amori, come ciò che si oppone al
silenzio è la molteplicità delle parole. Così ci si svuota di pensiero fino a
perdere la capacità di pensare. È la massima devastazione della persona. Più
uno è vuoto interiormente e più parla, ma le sue parole dicono niente. Anche il
nulla e il vuoto hanno il loro linguaggio, ma è puro rumore: “Bavardage” come
dicono i francesi.
Il silenzio,
che è amore per Dio, è la condizione per l’ascolto di Dio. Il silenzio è la
sede della Parola di Dio. Anche quando parliamo, se continuiamo a restare in
ascolto di Dio, il silenzio non viene meno in noi. Il silenzio è dato
dall’ascolto di Uno solo.
La nostra
anima è fatta per l’ascolto di Uno solo, di Dio. La nostra anima è fatta per il
silenzio: un luogo di preghiera. Per questo si ritrova e rivive solo nel
silenzio.
La vera
preghiera è ascolto di Dio, non è parlare noi. Molto nostro pregare è tutt’altro che
pregare. La nostra anima è un luogo di silenzio necessario per attingere la
luce alla sua sorgente e quindi la vita, poiché è detto: “L’uomo vive di
ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.
(articolo pubblicato il 01.04.1987,
sul settimanale Diocesano “La Fedeltà”,
scritto da Luigi Bracco)