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Audio dell'intero incontro

 

Mercoledì 20 gennaio 2021

(Tratto dalla cassetta del 20 gennaio 1993)

 

 

E la sua mano fu guarita

(Mc 3,1- 6)

 

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

Parola del Signore

 

(35:40)

 

Delfina: “Mettiti nel mezzo”, se stiamo attenti ai richiami di Dio, quante volte Dio ci invita a metterci nel mezzo e a fare attenzione all’opera di Dio e non a ciò che dicono gli uomini.

Luigi: Si, infatti noi quante volte preferiamo conoscere gli uomini, la storia degli uomini, le vicende degli uomini, che Dio. Se tu apri i giornali, parlano solo degli uomini; c'è un giornale che parla di Dio? Di quello che è Dio? Parlano solo degli uomini e noi ci accontentiamo e ci riempiamo di quello. Ma è una pazzia! Noi dovremmo riempirci di Dio.

Franco: Cristo ci porta a concepire il Padre, a concepire Dio, attraverso particolari parole o tutte le sue parole ci sono date per concepire Dio?

Luigi: Tutte le sue parole.

Franco: Mi chiedevo in questa pagina di Vangelo, come ci porta a concepire Dio?

Luigi: Ci sono parole e parole, è tutto un discorso che Lui fa. Non c'è nessuna parola da disprezzare. Però ci sono parole che attualmente per noi possono essere molto, molto difficili e allora Gesù parla “spezzando il pane”. Altrimenti basterebbe la parola “Essere”, o “Io sono Colui che è”; chiuso, ci impegniamo lì! Per noi è difficilissimo pensare Dio per Colui che è, addirittura è impossibile, perché ci troviamo davanti ad una parete sulla quale non abbiamo appigli. Restiamo lì, e siamo paralizzati. È la cosa più difficile pensare all’Essere, in assoluto. Allora Dio spezza questo pane a livello della nostra capacità di assimilazione e man mano che la parola viene assimilata da noi, cresce la capacità. E più restiamo con Lui e più questa capacità si forma fino al livello in cui hai la capacità di sprofondarti in: “Io sono Colui che è”. E lì hai la possibilità di contemplare tutto. Ma ci vuole una capacità enorme! Ci vuole una capacità infinita! E chi ci forma questa capacità infinita? È Lui che spezzando il pane, a poco per volta, ci fa crescere, fino a quel livello da poter restare con Dio, in modo da ricevere da Dio quello che Dio è. Cioè Cristo parlando con noi, forma in noi Se stesso, forma la stessa sua capacità, che è una capacità infinita, la sua unità di pensiero; e in quell’unità di pensiero c'è la trasparenza. Per cui ecco: “Beati i puri di cuore, perché questi vedranno Dio”.

Ma prova ad avere una purezza di cuore unico. E come fa a formarti questa capacità? Prima ti libera da tutte le altre potenze, autorità che premono su di te, sgombra il terreno fino a formare quell’unica cosa necessaria in cui ti incentra e ti rende capace di sostare. Quando ti rende capace di sostare, allora ti affida al Padre, perché hai la possibilità di stare col Padre, di ricevere dal Padre quello che Lui riceve.

Bruno: Purezza e trasparenza.

Luigi: Si, purezza e trasparenza. Bisogna arrivare ad intendere il concetto di purezza, che è unità, che è semplicità: una cosa sola. L’inquinamento c’è quando si ha una cosa ma se ne hanno anche altre cose; un amore inquinato è tale in quanto è molteplice. La molteplicità ti inquina. S. Giovanni della Croce insisteva sul fatto che ciò che inquina sono gli amori, sono i desideri. La molteplicità dei desideri, ti inquina nel senso che ti priva della capacità di-.

Bruno: Desideri e paure.

Luigi: Si, ma la paura è un effetto del desiderio. Il Cristo ti libera dalla molteplicità. Noi siamo inquinati in quanto diciamo: “Questo per me è importante”; è come se un uomo sposato incontrasse un’altra donna e dicesse: “Ah, questa donna mi interessa”; poi ne incontra un’altra e fa lo stesso, fino a che perde la capacità di amare. È la molteplicità che ti inquina, nel senso che ti rende impotente, incapace di amare. Nella semplicità invece c'è la trasparenza. L’acqua quando è pura è massimamente trasparente.

Bruno: L’acqua è trasparente in quanto nell’acqua c'è solo l’acqua.

Luigi: Si, là dove c'è il puro Pensiero di Dio c'è pura trasparenza quindi c'è trasmissione, c'è comunicazione.

Domenico: Questa purezza di pensiero al cui il Figlio parlando ci conduce, è un pensiero che diventa trasparente su una cosa che deve esserci.

Luigi: Se si parla di trasparenza è perché ti lascia passare una realtà; mentre là dove non c'è trasparenza la realtà non passa.

Domenico: Ma quando si è col pensiero nell’oggetto del pensiero, e quindi il Figlio forma quella capacità di trasparenza sull’oggetto del pensiero…

Luigi: C'è acqua, c'è trasparenza in quanto c'è una realtà che si comunica. La realtà è il Padre. La trasparenza sta nell’unità di pensiero, singolarità di pensiero. Nella singolarità c'è trasparenza, nella molteplicità c'è inquinamento, c'è confusione, c'è incapacità di vedere la Realtà che c'è dall’altra parte.

Domenico: L’importante è capire bene il concetto di trasparenza.

Luigi: Trasparenza è conseguenza di purezza. Purezza è conseguenza di unità: fa l’unità e c'è la trasparenza. Tu da solo non puoi fare l’unità perché chi fa l’unità è solo il Figlio Unico, Unigenito.

Domenico: Lui mi concentra sull’unico pensiero che è il Padre; allora quando mi ha concentrato lì, lì ci sono tutti e due i termini: c'è il Pensiero Unico e c'è l’Oggetto del mio pensiero.

Luigi: Io sto parlando; parlando dico tante parole, perché chi ascolta ha presente tante realtà. Man mano che parlo riduco la molteplicità ad un’unità: lì chi ascolta capisce il mio pensiero. Prima non può capirlo. Allora ecco che c'è il tempo. Il tempo è quella fatica per passare dalla molteplicità all’unità. Nell’unità c'è l’immediatezza, c'è la trasparenza: sparisce il tempo.

Domenico: La mia difficoltà è rimanere in questo pensiero unico.

Luigi: Tu non puoi avere un pensiero unico se Dio non ti parla, è la parola di Dio che semplifica; tu entri in un pensiero unico, ascoltando Colui che è Pensiero Unico. Cioè è Colui che parla con te che forma in te un pensiero unico. Io parlando con te, a poco per volta, se tu ascolti, ti conduco a vedere il mio pensiero; ma io devo averlo il pensiero, perché altrimenti posso parlare da mattino a sera e faccio la comare, ma non ti comunico assolutamente niente. Tutto il mondo è pieno di parole, i giornali sono pieni di parole, ma cosa comunicano? Non possono comunicare niente, e allora fanno del rumore. Se vai in discoteca senti un gran rumore, ma non ti comunica niente.

Domenico: È Dio che parla attraverso la creazione, perché la creazione ha la funzione di portarci al Cristo.

Luigi: Non è la funzione della creazione. E’ Cristo che parla nella creazione.

Domenico: Come avviene la comunicazione del pensiero?

Luigi: La comunicazione del pensiero avviene quando si realizza la purezza del pensiero; è in questa semplificazione, in questa unità di pensiero che avviene la comunicazione, altrimenti non si comunica il pensiero. E’ un lampo nella notte.

Domenico: Ma anche nell’alba c'è un crescendo di luce.

Luigi: Certo, ma anche con Dio c'è una luce crescente, e quello ti entusiasma. Ad un certo momento perché vendi tutto? Perché Lui è vicino!

Bruno: Trasparente è solo quando c'è unità di pensiero: solo il Figlio è trasparente, solo il Figlio di Dio è la trasparenza dell’Essere. Cioè è un Essere che traspare a noi.

Luigi: Per cui è estremamente comunicativo.

 

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