UtUnumSint

commento precedente

Audio dell'intero incontro

Mercoledì 28 luglio 2021

(cassetta di mercoledì 28.07.1993)

 

 

Un tesoro nascosto in un campo

(Mt 13,44-46)

 

In quel tempo Gesù disse alla folla: “Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di pietre preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra”.

Parola del Signore

(36:42)

 

Cina: Il guardare da Dio può essere la perla preziosa.

Luigi: È la perla preziosa! Perché se tu non guardi tutte le cose da Dio, le guardi dal tuo punto di vista, e il tuo punto di vista è sempre sbagliato. Per vedere bene devi salire in alto. Perché si va in montagna? Per vedere tutto in un colpo d’occhio, perché fintanto che resti a valle vedi soltanto per parti. Se ti porti a guardare tutte le cose dal punto di vista di Dio, vedi veramente bene. Allora, Sali in alto per vedere bene.

 

Osvaldo: Un passo del vangelo dice: “Voi che avete lasciato tutto a causa mia e del vangelo”; “a causa mia e del vangelo” sembra siano due cose diverse.

Luigi: Il vangelo è la parola che Gesù esprime e Gesù è la persona. Ora, c’è distinzione tra la persona e l’azione che esplica la persona. Ad esempio, tu sei tu e poi c’è il tuo parlare. Tu non sei il tuo parlare. Infatti tu puoi dire una menzogna. Quindi c’è la tua parola, o la tua azione, e poi c’è la tua persona.

Osvaldo: Ma allora si può lasciare tutto per Gesù e non per il vangelo e si può lasciare tutto per il vangelo e non per Gesù?

Luigi: Si può lasciare tutto per Gesù e non per il vangelo. Ad esempio ti puoi innamorare del fisico di una persona, e non interessarti al pensiero, alla parola di quella persona. Prenderai una cantonata, proprio perché il fisico non è la persona.

Per cui uno si può anche innamorare del Cristo fisico, per sentimento, perché è buono, è biondo, ha la barba; ma non innamorarsi del Cristo che è amore per il Padre, che è amore per la verità.

Osvaldo: Invece chi lascia tutto per il vangelo…

Luigi: Ecco, il vangelo è la parola, è l’espressione del pensiero di Gesù: il vangelo è la parola di Gesù. Gesù è una presenza fisica tra noi. Per cui ti puoi sbagliare innamorandoti di una presenza fisica, ma non interessarti del pensiero, della parola che dice quella persona. Quando in te predomina la parte sentimentale, ti lasci dominare dalla presenza fisica, per cui domina in te la bellezza della presenza fisica. Invece la persona vive molto più nel pensiero che nella sua presenza fisica. Se tu sposi una donna perché è bella, poi devi convivere con il suo carattere, e il carattere di una donna non coincide sempre con la sua bellezza; e allora fischi! C’è una frattura. Come mai cadiamo in questo errore? Perché ci fermiamo al sentimento che provocano in noi le presenze fisiche.

 

Alma: Il Cristo è il segno della presenza di Dio dentro di noi, che è poi il tesoro nascosto nel campo.

Luigi: Si, tutto questo è per portarti nello spirito di Dio, al Pensiero di Dio. Se tu ti accontenti solo della presenza fisica di una persona e non tieni conto del suo pensiero, offendi la persona; perché in sostanza l’altra persona si accorge che la vuoi strumentalizzare ai tuoi fini. È come se tu amassi una persona solo perché è ricca, perché ti interessa ricevere regali: in fondo non ami la persona, ma ami i regali che ti può fare. C’è sempre distinzione tra persona e corpo. Non bisogna mai far coincidere la persona col suo corpo, o con i regali che fa quella persona. È sbagliato! Se tu non arrivi al pensiero della persona, non prendi veramente contatto con quella persona. Infatti la persona si offende verso di te, perché se non ti interessi del suo pensiero in realtà non la ami, ma tendi a possederla; e cercando di possederla la offendi.

 

Alma: Non si può restare col Cristo senza impegnarci a capire le sue parole.

Luigi: Certo, però sentimentalmente puoi avere l’illusione di restare con Cristo. Quanti apostoli l’hanno seguito inizialmente e poi l’hanno tradito, perché avevano l’illusione di essere con Lui?! Quanti cristiani credono di seguire il Cristo, ma non lo seguono perché non conoscono il suo pensiero, non conoscono il suo messaggio, non conoscono lo spirito del Cristo?! Quanti vanno in Chiesa senza conoscere Cristo?! Anzi, vanno proprio perché non lo conoscono, perché se lo conoscessero scapperebbero. Perché Cristo ha delle esigenze fortissime.

Alma: Ad un certo momento se non ci impegniamo a capire le parole del Cristo, uccidiamo Cristo dentro di noi, e noi moriamo con Lui.

Luigi: Certamente. Ad un certo momento se non ti impegni a capire le sue parole, non puoi restare con la sua persona. Se ti fermi al corpo di una persona, non puoi restare con la persona se non ti impegni a capirla. Non si può sopportare una persona che non la si capisce. Per cui se ti fermi al corpo di una persona, arriva un momento che non puoi più sopportare la presenza di quella persona. E lei non può più sopportare la tua: perché non c’è comunicazione. Soltanto dove c’è la conoscenza dello spirito della persona il dialogo si apre. Perché è sempre il dialogo che ci porta all’unione. Se non c’è la possibilità di dialogare si inaugura la divisione.

 

Franca: “Il regno dei cieli è simile ad un tesoro nascosto in un campo”, vuol dire che fintanto che non mi decido a mettere Dio prima di tutto, Dio non si rivela a me.

Luigi: Si, il tesoro nascosto è la conoscenza di Dio, è poter conoscere Dio. È nascosta perché va cercata personalmente. Se tu non la cerchi personalmente, non la troverai mai. Se una cosa è nascosta e non vai a cercarla, non la troverai mai. Se ti dico che sulla Bisalta c’è una pietra preziosa, se vai a cercarla vuol dire che hai interesse per trovarla. Se non hai interesse non la cercherai e non la troverai mai. Però ti resterà sempre il dubbio: “Sarà vero o non sarà vero?”.

 

Giovanna: Trovare il tesoro è capire il fine per cui sono stata creata, non è ancora conoscere.

Luigi: Si, ma l’annuncio del tesoro nascosto è sapere che sei stata creata per conoscere Dio; sapendo quello, vai, vendi tutto, vendi tutti gli altri interessi per interessarti solo della conoscenza di Dio.

Giovanna: Pensavo al significato di tutti questi rumori esterni che il Signore ci manda.

Luigi: Se c’è rumore fuori è perché c’è rumore dentro di noi. Per cui se tu non vuoi più sentire i rumori fuori, fai del silenzio dentro di te. Vedrai come il mondo diventa silenzioso.

Franca: Tutto quello che avviene è opera di Dio per formare in noi la capacità di conoscerlo; quindi quello che è avvenuto oggi…

Luigi: …in quanto è avvenuto fa parte di te, fa parte della tua vita.

 

Angelo: In questo brano di Vangelo il Signore mi ha fatto capire che il discepolo è colui che accoglie la parola di Cristo, parola che converte la nostra vita interiormente.

Luigi: Ti converte se la custodisci, se la mediti con pazienza, fino ad arrivare a capirla. Se invece ci stai sopra solo cinque minuti, ma non hai la pazienza di meditare, di pensare fino ad arrivare a capire, quella non ti cambia. Perché sei sempre tu, quello di prima, non cambi. La cosa capita, la cosa conosciuta, ti cambia.

 

Franco: Il campo è il terreno profondo della parabola del seminatore.

Luigi: Il tesoro è capire il senso della vita. A cosa serve la tua vita? Prima vivevi per il mangiare, per il vestire, per la figura, poi ad un certo momento capisci a che cosa serve la tua vita. La tua vita serve per conoscere Dio. Vivendo senza significato, vivendo per le cose che passano, sperimenti che la tua vita serve a niente. E allora concludi: “A che cosa vale vivere?”. Invece la parola di Dio ti conduce a capire che la vita ti è stata data per uno scopo ben preciso: per conoscere Dio. Lì scopri il significato e il significato eterno della tua vita. Perché se tu per tutta la vita hai accumulato tanti soldi, ad un certo momento che cosa te ne fai di tutti quei soldi? Tanto devi lasciarli. Noi dobbiamo vivere per qualcosa che resta, che sia eterno, che valga sempre. Scoprire questo vuol dire scoprire la possibilità di dare un significato alla vita, un significato vero, e di non vivere una vita fasulla.

 

 

 

indietro