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Audio dell'intero incontro

 

Mercoledì 25 novembre 2020

(Tratto dalla cassetta del 25 novembre 1992)

 

Con la pazienza salverete le vostre anime

(Lc 21, 12- 19)

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.

Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».                                                             

  Parola del Signore

 

(40:20)

 

Delfina: “Non preparate prima la vostra difesa. Io vi darò lingua e sapienza affinché i vostri avversari non potranno resistere”. La potenza della parola che annienta l’avversario, in qualsiasi circostanza, è data a chi si affida totalmente a Dio.

Luigi: Se si fa conto su Dio. Quindi bisogna prepararsi a far conto su Dio; per cui non si deve far conto sulla propria preparazione. In tutto si deve far conto su Dio, lasciarsi guidare dallo Spirito di Dio. E’ Dio che vince, è Dio che annienta, non sei tu.

Delfina: Nell’orto degli ulivi quando vanno a cercarlo, Gesù dice: “Sono io”, e tutti cadono a terra.

Luigi: Si, perché di fronte alla Verità noi non possiamo fare assolutamente niente, se non dire: “È vero!”. La Verità si impone.

 

Maria: Se cerchiamo la conoscenza di Dio, nulla ci deve far paura perché Lui è sempre con noi.

Luigi: Con la vostra pazienza salverete le vostre anime”. E’ la pazienza che non ci fa disperare anche se mancassimo mille volte al giorno. È questa pazienza che salva, perché ci fa riportare sempre tutto a Dio. Dio è amore e misericordia perché è Verità, e la Verità comprende tutto. Noi siamo disperati perché temiamo di non essere compresi. E temiamo di non essere compresi perché non guardiamo Dio. Perché se guardassimo Dio, capiremmo che siamo sempre compresi, quindi perdonati. La Verità giustifica tutto, ha in Sé la giustificazione di tutto e trasforma il male in bene. È lontano da Dio che il male resta male.

 

Valeria: Non ho capito quando hai detto che non vogliamo essere perdonati.

Luigi: Nel pensiero del nostro io corriamo il rischio di non voler essere compresi, perdonati, perché è il nostro io che vuole comprendere.

Valeria: E quand’è allora che temiamo di non essere compresi?

Luigi: Noi temiamo di non essere compresi quando sperimentiamo la povertà del nostro io. Ma questo succede quando si è nella situazione di apertura verso Dio. Quando tu ami una persona, temi di non essere compresa da lei. Amandola vuoi che ti comprenda. Ma questo deriva dal fatto che tu l’ami. Da un estraneo, invece, non ti interessa essere compresa. Se vuoi essere compresa è perché c'è un rapporto d’amore tra te e l’altra persona.

 

Franco: “La corona della vita” è la luce.

Luigi: Si, è la conoscenza, perché nella luce c’è il principio: “La luce era la vita degli uomini”, poi gli uomini hanno fatto consistere la vita nel denaro, nel lavoro. Ma in principio non era così. La vita era nella luce. Se vogliamo trovare la Verità, dobbiamo sempre tornare al principio. Quindi se non troviamo la vita dobbiamo cercare la luce, nella luce troviamo la vita.

Franco: La corona della vita ci è data in cammino o ci è data nella meta.

Luigi: Quand’è che sei incoronato? Quando vinci la gara, all’arrivo.

 

Osvaldo: “Metteranno le loro mani su di voi e vi perseguiteranno”.

Luigi: Tutto questo avviene prima che tu finisca il tuo periodo di vita qui in terra. Le persecuzioni avvengono personalmente, interiormente e si manifestano nei condizionamenti, nei conflitti. Perché fai tante domande? Perché hai dei conflitti dentro di te, e quella è una persecuzione. C’è una guerra dentro di te. Quelle sono le persecuzioni, quelli sono i terremoti, critiche, condanne. Si vive in un mondo che sta facendo acqua da tutte le parti, in quanto non viviamo in un mondo che glorifica Dio. Il nostro problema più grosso è diventato l’immondizia: vedi a non cercare Dio dove si va a finire?! A che bella conclusione ci ha portato il nostro progresso?! Stiamo morendo nell’immondizia, nella nostra immondizia.

 

Riccardo: “Questo vi darà occasione di rendere testimonianza”.

Luigi: Questa conflittualità ti dà l’occasione per glorificare Dio. Ti fa capire che c’è un senso in tutta questa problematica che si scatena intorno a te. È come quando accendi un fuocherello e poi ci soffi sopra. È vero che soffiandoci sopra corri il rischio di spegnere la fiamma, ma così facendo alimenti la fiamma. Tutta questa conflittualità avviene per farci approfondire; non per fermarci in superficie, ma per glorificare Dio.

 

Giovanna: “Ma neppure un capello del vostro capo perirà”.

Luigi: Ecco, questo è per farci capire che tutto è voluto da Dio. Quindi non aver paura perché Dio ti ha presente! Non ti accade assolutamente niente che non sia voluto da Dio: Dio solo regna. Quindi non aver paura, cerca Dio, corri l’avventura e non temere nulla perché Dio ti conosce.

Giovanna: Perché prima dice: “Sarete odiati da tutti per causa mia”?

Luigi: Ogni parola va intesa interiormente. Per cui neanche un pensiero ti può far male se lo accogli da Dio, lo riporti a Dio per vederlo dal punto di vista di Dio. Tutto è programmato.

Giovanna: “Sii fedele fino alla morte”, ma alla morte dell’io?

Luigi: Si, coincide con questa pazienza. Sii paziente, non lasciarti scoraggiare, anche se fai un passo avanti e due indietro, continua con pazienza, non fermarti e vedrai che arriverai.

 

Irene: Cosa si intende per “io”? L’io psichico o l’io fisico?

Luigi: C’è un io solo che caratterizza la tua persona. L’io è un centro di attribuzione a cui riferiamo tutto. Ad esempio se uno ti pesta un piede, è l’io che lo sente, che lo avverte, che lo subisce ed è il tuo io che reagisce. Tutto quello che arriva a noi indipendentemente da noi, è opera di un Altro. I fatti, gli avvenimenti, toccano il nostro io, in un modo o nell’altro. In questo punto noi corriamo il rischio di fermarci al nostro io e di non riferire le cose a Dio.

L’io fisico non esiste; è il tuo corpo. Il nostro io è costituito dal Tu di Dio, dalla Presenza di Dio. Per pregare dobbiamo riferire a Dio tutte le cose che toccano il nostro io. Non le dobbiamo fermare al nostro io perché altrimenti incominciamo ad inveire contro uno e contro l’altro, perché ci hanno pestato il piede. Invece, se teniamo presente Dio, superiamo il nostro io e riferiamo le cose a Dio e chiediamo al Signore: “Signore, perché mi hai mandato il mio fratello a pestarmi un piede?”, “Perché mi hai fatto incontrare questo incidente?”.

Siccome Dio è il Creatore, in qualche modo tocca il nostro io. Ma perché ci sta toccando? È come uno che ci mette la mano sulla spalla e a cui chiediamo: “Cosa vuoi?”. Attraverso la creazione, gli avvenimenti di ogni giorno, Dio ci tocca sulla spalla affinché noi alziamo gli occhi a Lui e gli diciamo: “Cosa vuoi? Perché mi hai toccato? Che cosa mi vuoi dire di Te?”. Se ci fermiamo al nostro io, all’apparenza, diciamo: “E’ la creatura che mi ha toccato”, non vediamo Dio, allora iniziamo a reagire contro la creatura. Ecco perché l’io va superato! Non dobbiamo mai fermarci a ciò che vediamo, sentiamo, tocchiamo perché è l’io che vede, tocca, sente. Dobbiamo andare oltre e cercare presso Dio il Pensiero di Dio, di tutto ciò che ci manda. Allora tutto si trasforma in preghiera; anche il nostro io si trasforma in preghiera, viene assorbito dalla luce di Dio, per cui superi il nostro io, superiamo le creature, i rapporti con le creature!

 

 

 

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