UtUnumSint

                  Audio dell'intero incontro

Mercoledì 12.06.2019

Tratto dalla cassetta 39 del 9.6.1993)

 

Io non sono venuto ad abolire la legge

(Mt 5,17-19 )

            

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

 

Maria: “Io sono venuto a portare a compimento” dice Gesù. Ma cosa intende?

Luigi: Gesù è venuto a darci la possibilità di portare a compimento; perché la legge e i profeti, dice Gesù, si sintetizzano, si concludono tutti nel primo comandamento: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua vita, con tutte le tue forze, con tutto te stesso”, ma chi è capace di fare questo? Noi diciamo che è vero, che è giusto, che dovrebbe essere così: ma come si fa?

Abbiamo tanti impegni: mangiare, vestire, lavorare, doveri, la società; per cui: “Come posso amare Dio con tutta la mia mente, con tutto il mio cuore, con tutto me stesso, con tutta la mia vita?”. Cristo dà a noi la possibilità di realizzare una vita secondo Dio. Quindi non annulla la legge, ma ci dà la possibilità di realizzarla, di portarla a compimento. La legge ci porta al compimento nel realizzare la conoscenza di Dio, nel farci incontrare la Persona divina che ci fa conoscere Dio. Tutta la legge si conclude nel farci incontrare Cristo. Quindi se noi ci preoccupiamo della legge, riconoscendo che è giusta, che dobbiamo attuarla, arriviamo al Cristo. È il Cristo, Persona, Figlio di Dio, che ci prende, che ci dà la possibilità di farci conoscere il Padre e che ci fa superare la legge portandola a compimento. Il compimento della legge, in un certo senso, è l'annullamento della legge. L'amore finisce con l’annullare la legge; là dove c'è l'amore, la conoscenza di Dio, il vero amore, non c'è più regola, non ci sono più doveri. I doveri ci sono fintanto che non si è ancora entrati nell'amore.

 

Valeria: Quindi la legge è nel primo comandamento.

Luigi: La legge si sintetizza tutta nel primo comandamento perché se manca quello, tutto diventa un teatro, una recita. Reciti il non rubare, il non uccidere, perché ti manca l'anima. È come se tu volessi fare un quadro e ti manca l'artista: non fai altro che copiare, ma non farai mai un'opera d'arte. Ci vuole l'anima. L'anima della legge è il primo comando: “Occupati di Dio, cerca Dio, sei stato creato per cercare Dio, vivi per conoscere Dio!”, quella è l'anima.

 

Valeria: Allora si capisce cosa vuol dire essere minimo o essere grande…

Luigi: Il valore si determina in base al fine verso cui vuoi andare; tutte le scelte lungo il cammino le fai in base al fine; leggi tutti i segnali stradali in funzione del fine verso cui vuoi andare.

 

Agata: “Non passerà dalla legge neppure un iota o un segno finché tutto non sia compiuto”, cioè è il raggiungimento della conoscenza di Dio.

Luigi: Certo, il compimento è la Vita Eterna, perché tutto è fatto per questo. Tutto l'universo è un cammino da fare per arrivare a conoscere Dio; l'universo è una raccolta di segnalazioni, di parole che, se intellette, ci conducono a cercare e a conoscere Dio.

 

Agata: Quindi dobbiamo accettare e riportare tutto a Dio, per iniziare un dialogo con Dio.

Luigi: Si, perché se non si riporta a Dio non si inizia la vita dello spirito. Altrimenti si conduce una vita basata sui sentimenti, una vita animale. Soltanto in quanto riportiamo le cose a Dio, Causa Prima, iniziamo la vita spirituale. Altrimenti no!

Agata: Ma quando non riceviamo risposta da Dio?

Luigi: Ma la prima risposta sta nel fatto che capisci che è giusto che tu riporti tutto a Dio; questa è la prima risposta di Dio: comprendere che è giusto riferire tutto a Dio ed è ingiusto non riferire le cose a Dio.

Agata: Però tra me e te c'è un dialogo, mentre con Dio non è così.

Luigi: Dio risponde sempre! Amen! Siamo noi che siamo talmente distratti che non avvertiamo la sua risposta. La prima risposta di Dio è capire che è giusto riportare tutto a Dio perché tutto è di Dio. Questo Dio ce lo dice da sempre. Se senti il dovere di riferire tutto quello che accade a Dio e di non considerarlo autonomo, sei in dialogo con Dio. “Piove! Chi è che fa piovere? È Dio che fa piovere. Perché fa piovere?” e si inizia il dialogo. Se credi che sia giusto avere questo dialogo con Dio in tutto ciò che accade, c'è già la prima risposta di Dio. Dio risponde convincendo, facendomi capire che la cosa è giusta. La giustizia è la prima risposta di Dio. Invece quando uno pensa a se stesso, quando pensa di essersi fatto da solo, di essere in gamba perché lavora, perché ha la volontà, in verità sa di essere ingiusto. Il capire questo è la risposta di Dio alla sua cafonata. Dio risponde anche alle nostre cafonate. Ti fa arrossire quando ti vanti, quando dici continuamente: “Io, io, io”; Dio ti sta rispondendo, ti fa capire che dici una sciocchezza, perché non tieni conto di Lui. Vedi che ti risponde?!

Alma: “Finché non siano passati il cielo e la terra non passerà neppure un iota …”, il cielo e la terra sono la creazione che se non è dialogata con Dio, in me diventa intenzione …

Luigi: Si, diventa intenzione. Se tu vedi una bella macchina, se non la vedi da Dio, diventa intenzione in te; incominci a desiderare la macchina, quindi diventa tua intenzione. Se invece hai presente Dio, la tua intenzione è quella di capire che cosa Dio ti vuol dire presentandoti quella macchina.

Pinuccia: Quindi il fine della legge è di risvegliare in noi l'interesse per Dio.

Luigi: Si, il compimento della legge non è osservare una regola. Cristo non è venuto per rendermi capace di osservare la legge; il compimento non sta qui. Quando trovo il Cristo, con Cristo ho un'amicizia, ho tutto; per cui penso solo più a Lui, non penso più a non rubare. Questo ci fa capire che il compimento della legge è trovare l’amicizia con Lui, dialogare in tutto con questa presenza, perché chi mi salva è Lui: Lui è il compimento. La legge è pedagogo per portarmi al Cristo, dopo di che cessa la sua funzione. L'unica nostra preoccupazione deve essere quella di pensare a Lui, di guardare a Lui, di far attenzione a Lui, perché solo Lui ci libera dal pensiero del nostro io, quindi da tutto.

 

Pinuccia: Allora cosa significa “Trasgredire il precetto”?

Luigi: Trasgredire il precetto è non cercare il Pensiero di Dio in tutto ciò che Dio mi presenta.

 

 

 

indietro